adam artglossario

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A

Acidatura: vedi Satinatura
Agenti Atmosferici: Calore del sole, pioggia, vento, sostanze chimiche disperse nell'aria
Alloggiamento o scanalatura: Zona della riquadratura di un vano da vetrate in cui sia comunque creata una sede atta a ricevere una lastra o un pannello di vetro. La sua sezione deve assicurare un buon gioco perimetrale alla lastra, e avare profondità e larghezza adeguate alle dimensioni della lastra alla sua esposizione, ecc. (vedi capitolo "posa in opera").
Anta: Lastra in vetro temprato di adeguato spessore, mobile su cerniere, a comporre porta vetrata. generalmente di larghezza non inferiore ai 60/65 cm di altezza attorno ai 200/210 cm.
Antello: E' costituito dal solo insieme delle lastre colorate unite insieme dal piombo.
Argentatura: Trattamento superficiale consistente nel rendere riflettente una lastra di vetro mediante deposizione su di una delle superfici di argento metallico, per precipitazione partendo dal nitrato d'argento. Nell'uso corrente, come specchio, la protezione degli agenti chimici e meccanici si ottiene mediante successiva ramatura e verniciatura finale o plasticatura.
Assemblare: Legare, rilegare, montare, unire assieme le tessere di vetro col piombo.
B
Basso Emissivo: Vetro float ricotto reso riflettente all'infrarosso lungo, mediante il deposito di metalli o di sali metallici semi-conduttori, ottenuto per pirolisi e per polverizzazione catodica.
Battuta: La parte dell'alloggiamento contro la quale la lastra o il pannello da porre in opera deve essere fatta aderire (anche se con adeguata interposizione plastica); corrispondente nella generalità dei casi alla parte dell'alloggiamento, verso l'esterno.
Bisello: Bordo molato per 15 - 30 mm di larghezza e tale da formare un angolo di 7° 30' con la superficie della lastra. Il tipo sopra descritto è il più usato anche se vi sono innumerevoli varianti condizionate dall'angolo di esecuzione e dalla presenza o meno di ulteriori lavorazioni che si sovrappongono al bisello stesso.
Bozzetto: Progetto scalare su carta o su altro supporto.
Brunire: Impregnare di nero il piombo.
C
Cartone: Esecuzione in grandezza reale del bozzetto.
Cardine: Con questo termine, improprio, viene definita in gergo vetrario l'apparecchiatura chiudi-porta (in genere pompa o altro) per il ritorno frenato delle ante di una porta temprata. L'applicazione, in genere a pavimento, viene anche adottata per porte a struttura metallica, vetrate.

Chiaroscuri: nel caso specifico della pittura su vetro, il chiaroscuro è tecnicamente il passo successivo al disegno lineare. La tecnica si adopera principalmente sulle figure, le pieghe delle vesti ed altri particolari, per creare profondità ed effetto tridimensionale. Una volta disegnati i tratti dei volti o le linee principale delle forme degli oggetti, viene stesa la grisaglia, che una volta asciutta il pittore asporta con punte o pennelli duri per regolarne l’effetto, fissando in seguito la pittura sottoponendo le lastre ad una ulteriore cottura, ottenendo la vetrificazione della polvere di vetro.

Classificatore: Sta a indicare una struttura composta (mobile o fissa)  nel quale collocare  un certo numero di lastre, uguali fra loro, poste insieme, le une sulle altre con inclinazione di pochi gradi. La loro composizione varia in funzione di: misure, spessore, peso, qualità, destinazione, ecc.
Cerio (ossido di): Elemento chimico, metallo. Il suo ossido (CeO2) ridotto in polvere finissima, usato in sospensione in acqua, e applicato con feltri o mollette (a mano o a macchina) esercita un notevole potere abrasivo consentendo riparazioni localizzate per graffi o piccole incisioni sulle lastre.
Colato (vetro): Per vetro colato si intende un vetro piano, traslucido, ottenuto per colata continua da un forno a bacino, mediante laminazione. In occasione di questa operazione può essere impressa, a disegno, una o entrambe le facce della lastra, ottenendo un vetro "stampato".
Cristallo: Termine impropriamente adottato per indicare lastre piane trasparenti a facce parallele, sia nel tipo incolore che variamente colorato, di qualità molto elevata (in ideale contrapposizione al vetro tirato). Il termine indica un particolare tipo di vetro con alto tenore di piombo, e quindi di notevole peso specifico, che per la sua brillantezza, lavorabilità e purezza è utilizzato per realizzare bicchieri, calici e altro, dalla ben nota "sonorità".
Coefficiente di dilatazione: Esprime la variazione in volume o in lunghezza del vetro in corrispondenza ad una variazione unitaria di temperatura.
Corrosione del Vetro: E' data soprattutto da fenomeni di condensazione prolungata sulla superficie delle lastre. Fenomeno elettrochimico.
E
Etilico, alcool: Si utilizza per la rimozione dei depositi grassi.
F
Filo (spigolo): Comprende in genere sia la superficie dello spessore di una lastra sia gli spigoli che detta ridottissima superficie ha in comune con le altre ben maggiori superfici della lastra. E' variamente trattato, dopo il taglio, a seconda degli usi a cui la lastra è destinata:
- A filo greggio: si è tolto solo il "tagliente" (sfilettatura) oppure c'è stata maggiore smussatura, ma sempre senza eccessiva rifinitura.
- A filo lucido: dopo la sgreggiatura si è proceduto a successive finiture e lucidature per rendere trasparente il filo.
Film opacizzante: Termine per definire il sottile strato, applicabile con tecniche diverse, necessario per "oscurare" o colorare la lastra in vetro da inserire nel pannello sottofinestra.

Filettatura: tracciare segni netti e scuri sui vetri che compongono il pannello. Viene eseguita sul tavolo luminoso o in controluce e con pennelli con pelo lungo, in modo che il colore fluisca per lunghi tratti senza interrompere la linea.

Finestratura: Sistema di chiusura della zona aperta dell'edificio, necessaria per la penetrazione della luce. la finestratura è composta da vari moduli vetrati che possono essere fissi o apribili.
Float-Glass: Letteralmente "vetro-flottato", procedimento fabbricativo secondo il quale il vetro fuso galleggia su di un bagno di stagno fuso per trasformarsi in lastra piana. La più diffusa tecnologia fabbricativa mondiale.
Flottazione: Far colare il vetro su un bagno di stagno fuso.
Forno: Strumento per  fondere una miscela vetrifiabile. Ogni tipo di tecnologia vuole forni con caratteristiche diverse; in genere, schematicamente consistono di:
-zona d'infornata
-zona di fusione
-zona di omogenizzazione
-zona di affinaggio
-zona di prelievo
- laminazione
- tiraggio (in via d'estinzione)
- trasferimento float
Frammento: In teoria qualsiasi parte in cui si divide una lastra, in occasione della sua rottura. In pratica vengono indicati con questo termine i pezzettini in cui si frantuma una lastra temprata quando si rompe.
Ferro: Simbolo Fe. Fonde a 1536°C. Se esposto all'aria umida, esso si corrode e si ricopre di un ossido ferrico idrato rosso - bruno, comunemente detto ruggine, la cui formazione è dovuta a un processo elettrochimico: in presenza di acqua, che fornisce il mezzo elettrolitico, si stabilisce una debole corrente per cui il ferro metallico si decompone e si trasforma in ruggine reagendo con l'ossigeno atmosferico. Ossido di ferro: colorazione verdastra in fusione con il vetro. La maggior parte di esso si trova in minerali costituiti da suoi vari ossidi, tra cui l'ematite, la limonite, la magnetite e la taconite.
Filtro: Tessera di vetro posta sul retro di un altro vetro. Viene usato come correzione cromatica. Nel restauro delle vetrate antiche per eliminare fori di luce, causati soprattutto dalla caduta delle grisaglie. In particolari condizioni di luce, ricostruendo fotograficamente l'impronta del disegno andato perduto, si può reintegrare l'immagine sul filtro senza intervenire sulla tessera originale (stampa serigrafica della grisaglia su lastra o dipintura).
G

Giallo d'argento: pigmento composto da nitrato d'argento e gomma gamboge, resina bruna che si estrae da alcuni alberi tropicali. Si presenta in polvere e si stempera con acqua, ma a differenza delle grisaglie viene steso sulla parte posteriore del tassello dipinto. In fase di cottura il nistrato d'argento penetra nel vetro assumento un bellissimo colore giallo.

Gioco (perimetrale): E' lo spazio che deve essere lasciato tra il filo della lastra e il profilo del suo alloggiamento nel telaio per evitare contatti anche occasionali che facciano ripercuotere sulla lastra sollecitazioni (deformazioni meccaniche, dilatazioni termiche, ecc.) della struttura portante e/o del telaio. E' in questo spazio che vengono inseriti i tasselli: d'appoggio, periferici e spaziatori.
Grisaglia: Composto di polvere di vetro a bassa fusibilità, con ossidi coloranti. Cottura tra i 500° e i 600°C. Gamma del colore ottenuto: dal rosso scuro al nero assoluto. Ossidi principalmente usati: ossido di rame, di ferro e di cobalto. Si stempera con "medium" oleoso o a base acquosa.
Grisaille: Termine francese che definisce la qualità del tipo di pittura utilizzata e che caratterizza pure la particolare stesura, i neri assoluti e le velature, per creare scale di grigio sfumate.
H
H, sezione ad Acca (vedi piombo): Tipo di trafilatura del piombo, effettuata con mezzi meccanici, affinché possa ricevere perimetralmente il bordo delle lastre. La trafilatura viene effettuata utilizzando ruote di spessore generalmente tra i 3 i 4 mm. (spessore medio delle lastre usate).
I
Intercalare: Per esigenze di trasporto e stoccaggio, fra le lastre di vetro si adotta un intercalare che assicuri la protezione delle superfici. Si usano stecchine in legno, fogli e strisce di carta, cartone, come pure polveri varie, quali polvere di noce di cocco o di plastica finemente macinata.
Intercapedine: In gergo vetrario indica lo spazio racchiuso tra le lastre, che compongono una vetrata isolante, opportunamente distanziate fra loro con appositi elementi preformati o estrusi al momento, in metallo o plastica. Lo spessore dell'intercapedine è quello che assicura alla vetrata isolante la sua "resistenza termica", solo marginalmente influenzata dallo spessore delle lastre che la delimitano. Normalmente per evitare fenomeni di condensa, racchiude aria disidratata. L'inserimento di particolari miscele gassose nell'intercapedine, in luogo dell'aria disidratata, migliora le caratteristiche di resistenza termica, a parità di spessore.
Iridescenza: Su di una lastra di vetro, in condizioni ambientali del tutto particolari, sottoposta a successive bagnature e asciugature, specie per condensa, può avere inizio una migrazione degli ioni di sodio dall'interno verso le superfici della lastra con "efflorescenza" di soda. La prima avvisaglia di un processo di questo tipo è l'apparire sulla superficie della lastra di chiazze che appaiono iridescenti.
Intelaiatura: Racchiudere una o più lastre in un telaio.
L
Lastra (di vetro): Sezione di  vetro di diversa misura, smarginato e tagliato.
Listello (fermavetro): E' la parte del serramento che può essere asportata e che serve ad assicurare la lastra o il pannello di vetro nel suo alloggiamento, contro la battuta. Metallico o in legno può essere avvitato o a incastro (nel tipo a scatto è più frequentemente usato nei serramenti in alluminio).
Lucido (vetro): Vetro piano trasparente chiaro o colorato con le superfici trasparenti. E' detto così in contrapposizione al vetro traslucido greggio o stampato.
Legare a piombo: Assemblare le lastre di vetro.
Listelli di piombo: Vedi trafilati in piombo.
Legare: Unire i fili o cavetti di rame, attorno ai ferri (o tondini) di sostegno.
Lustri: Contengono metalli in forma disciolta. Le applicazioni vengono fatte su ceramica, porcellana e vetro. E' necessaria l'essicazione prima della cottura. L'oro antico,  l’oro platino e alcuni lustri come il rame ed il bronzo non necessitano di essere diluiti. Il pennello deve essere carico in modo giusto, cioè né troppo né troppo poco, e si deve ottenere un'applicazione in strato uniforme e sottile. Si deve evitare di ripassare la stesura sulle parti già stese, che hanno già cominciato ad addensarsi. Questo per evitare fori di colore, già visibili a freddo e che evidenzierebbero indesideratamente il supporto sottostante. La stesura deve essere "fresca e spontanea", senza tentennamenti. Una pellicola troppo spessa porta il prodotto a bruciatura, ad opacizzazione o al distacco, sotto forma di polvere, durante la cottura.
M
Montaggio: Rilegatura; Assemblaggio delle lastre con il piombo o con altro materiale.
Magnetronico: Vetro float ricotto o temprato reso riflettente o basso emissivo per Polverizzazione catodica in campo magnetico sotto vuoto spinto.
Martellatura: Quando un vetro colato viene prodotto con due cilindri lisci le superfici che si ottengono sono "martellate", cioè assomigliano a quelle di una lastra metallica tratta appunto con il martello. Spesso però per vetro martellato si intende genericamente un vetro colato, stampato, di cui non si indica più esattamente il disegno.
Mola (Molatura): Per lavorare in vario modo gli spigoli e i fili delle lastre, si usano, oltre ai noti nastri abrasivi, anche mole in pietra naturale o artificiale (ottenute per aggregazione) e più recentemente mole diamantate. Queste ultime sono in genere dei supporti metallici con una intaccatura circolare periferica "a gola", costellata di diamantini industriali, che agisce sulla lastra in corrispondenza del suo spessore e toglie prima il tagliente agli spigoli e poi li arrotonda. Mole diverse hanno diversi gradi di finitura. Differenti sagomature o disposizioni di mole possono dare origine a molature che interessano anche il bordo della lastra.
O
Opacizzante: Materiale di diversa composizione necessario a realizzare lo strato coprente che "oscura" o colora la lastra di vetro da utilizzare nel pannello sottofinestra.
Occhio: Apertura circolare praticata su una cupola o sulle facciate di una chiesa. Vetro a disco o "rullo". Dal latino oculus. Definiti così in aree esterne a quella veneziana.
Ossido: ossido metallico: Composto che deriva dall'unione dell'ossigeno con un elemento. La temperatura di fusione degli ossidi metallici è piuttosto elevata.
Oro: Simbolo Au. Fonde a 1063°C. E' il più malleabile di tutti i metalli. E' utilizzato in "foglia" per diverse applicazioni durante la soffiatura del vetro artistico. E' usato nella produzione del mosaico dorato, nella decorazione a fuoco di vasi, piatti e oggetti d'arte in vetro. L'oro metallico sciolto in acqua regia, dona al vetro una colorazione rosso - rubino.
P
Piombo: Simbolo Pb. E' diffuso in natura soprattutto nel minerale galena. E' un elemento malleabile. Resiste bene agli agenti chimici. Il piombo fu presente in tutte le ere dei metalli e svolse un ruolo importante nel progresso industriale e scientifico, nel commercio e fu utilizzato perfino nella cura di alcune patologie. Il piombo, possiede proprietà, che lo hanno reso uno dei metalli più usati nelle epoche Greca e Romana. A causa della sua resistenza alla corrosione e duttilità, e' stato ampiamente usato per lavori idraulici, nella costruzione di edifici e navi, per coniare monete in molte antiche civiltà, in cosmesi, per le mine delle matite, nella pesca. La copertura dei tetti delle case con piombo, risale a tempi molto antichi. L'uso di tegole di questo materiale, e' suggerito da un dipinto nel tempio di Ramses III. Un notevole esempio di tetto coperto da tegole di piombo, era il palazzo del senato a Costantinopoli, eretto dall'Imperatore Costantino (306-337 a.C.). Molto antico e' anche l'uso di utilizzare il piombo per la copertura delle grondaie, dei pozzi neri, per fissare blocchi di metallo a pietre. L'ossidazione delle staffe in ferro, infatti, costituisce il più pericoloso e dannoso fattore meccanico di deterioramento. Esse, con il rigonfiamento, fanno esplodere i materiali lapidei con spaccature e fessurazioni a raggiera dai punti di ancoraggio. Gli accorgimenti usati dagli antichi, consistevano in colature di piombo fuso, a protezione delle zone di ancoraggio con le staffe in ferro. Oggidì il materiale più utilizzato per vincolare e congiungere materiali lapidei, è la staffa in titanio, leggera e inossidabile. Fogli e tavolette in piombo, sono stati usati per la scrittura da tempo immemorabile. Tale pratica, risale dai tempi degli antichi re assiri e babilonesi (da ca. il 2000 a.c.). La pratica dei giorni nostri di sigillare pacchi ha origine in tempi antichi: sono stati rinvenuti numerosi sigilli greci e di epoca romana. Nel nostro ambito, attualmente, viene fornito alle imprese che lo trafilano, direttamente dalle cave, sotto forma di lingotti della misura di cm. 10 X 6 X 50. Viene fuso in apposite vasche, oltre la temperatura di 327°C. Per aumentarne la durezza, vengono impiegati assieme ed in piccola percentuale, antimonio e stagno. L’ossido di piombo (PbO), viene utilizzato per la produzione di cristalli ad alto indice di rifrazione. Negli Stati Uniti d’America, però, sembra si sia giunti a dimostrare che, l’ossido di piombo presente nei bicchieri di cristallo, può cedere il piombo al vino. E’ facile prevedere che nei prossimi anni a venire, le percentuali di PbO nei bicchieri di cristallo già ridotte dal 24% (direttiva UE del 1969) a ca. l’11%, possano abbassarsi ancora o essere sostituite da altri elementi. Il piombo è dannoso per ingestione, inalazione dei suoi fumi o vapori e per contatto prolungato sulla pelle.
Polariscopio: Visualizza le eventuali tensioni presenti nel vetro. Quest'ultimo, viene interposto tra due filtri o pellicole dette polarizzatori. Una fonte luminosa di luce bianca (lampada ad incandescenza) diffusa, è posta alla base dei due filtri. Si ruota il vetro (lastra o contenitore o canna vitrea) fino a visualizzare le eventuali tensioni sotto forma di aloni luminosi su fondo scuro.
Q
Quadro in Vetro: Applicazione su vetro di un qualsivoglia soggetto dipinto a pennello, con particolare riferimento ai secoli comunemente considerati di decadenza per la vetrata artistica (XVII°, XVIII° sec.).
Quarzo: Ossido di silicio, SIO2. E’ uno dei più diffusi minerali della crosta terrestre. La silice cristallina, fonde a 1710°C., assumendo lo stato vetroso. La purezza della sabbia silicea, raggiunge valori vicini al 97,7% dell’intera miscela per vetro utilizzato dall’industria ottica.
R
Rame: Simbolo Cu., minerali: presente sopratutto nella calcopirite, bornite, calcosina, covellite. In natura si trova spesso in altri metalli come oro, argento, bismuto e piombo. Fonde a 1083°C. Resistente alla corrosione dell'aria per la formazione di uno strato protettivo detto verderame. L'ossido di rame è utilizzato per ottenere il colore celeste assieme al vetro fuso. Utilizzato in forma di nastri di diverse misure per bordare pezzi di vetro colorato, che una volta saldati a stagno creano un pannello legato (tecnica di Tiffany).

Restauro: Rimettere nelle condizioni originali un manufatto artistico, con particolari operazioni di riparazione e di reintegro.Per ciò che concerne la vetrata: smontaggio delle lastre. Sostituzione del piombo e dei materiali usurati che permettono il fissaggio della vetrata al telaio. Sostituzione dei vetri rotti, con vetri dello stesso colore e qualità di quelli da sostituire (ove necessario).
Rilegare: Assemblare; Montare a piombo.
Rosone: Nell'architettura Romanica e Gotica. Grande apertura di luce a forma circolare, presente soprattutto nella facciata dell'edificio. Il rosone è traforato e ornato sulla pietra ed ha inserite lastre di vetro.
Ricottura: dal gergo della ceramica, indica il processo di lento raffreddamento cui si sottopongono le lastre (e gli oggetti di vetro in genere) per consentire di ottenere un annullamento, il più completo possibile, delle loro tensioni interne residue al loro processo fabbricativo. Vetro ben ricotto è quindi sinonimo di vetro scevro da tensioni, di conseguenza facilmente tagliabile e lavorabile.
Riflessione diffusa: Parte del flusso luminoso che viene riflesso in tutte le direzioni in seguito al contatto con superfici non speculari.
Riflessione diretta: Parte del flusso primario dell'irraggiamento che viene riflesso direttamente da una superficie speculare con un angolo pari a quello formato dall'incidenza del flusso stesso.
Riflessione luminosa: Definizione globale del fenomeno ottico riguardante la parte di luce riflessa da qualunque elemento e superficie.
Riflettente: Vetro che riflette verso l'esterno una quota percentuale importante di luce ed energia solare. Si ottiene con un deposito molecolare di ossidi metallici, metalli o leghe varie, sulla superficie di vetro float (chiaro o colorato) per pirolosi o polverizzazione catodica o magnetronica.
S
Sabbiatura: Il trattamento tramite getto di sabbia fine che scalfisce la superficie lucida del vetro, rendendola opaca e biancastra. Applicando delle mascherine adesive è possibile creare disegni più o meno complessi che alternano zone lucide e trasparenti a zone opache. Forzando il getto di sabbia in un punto del vetro è possibile creare un’incisione più o meno profonda.
Satinatura (acidatura): Il trattamento chimico affidato all'acido fuoridrico per rendere traslucida la superficie della lastra. L'effetto è fine e gradevole; l'incisione omogenea e accurata si presta molto bene per decorazioni artistiche delicate.
Serigrafia: procedimento largamente usato in vari campi per decorare con disegni, scritte, ecc., superfici anche curve con inchiostri, smalti vernici a fini artistici o funzionali. Con adatte tecniche di riproduzione fotografica si realizza un telaio, detto serigrafico, che riporta il disegno da riprodurre sulla lastra di vetro.
Shock termico: Si ha lo shock termico (rottura) se la lastra, durante la sua fabbricazione o nel corso delle lavorazioni successive è esposta a brusco raffreddamento, partendo da una temperatura notevolmente superiore a quella ambientale, tale da sovvertire l'equilibrio tensionale interno alla lastra stessa.
Sigillanti: Prodotti elastoplastici impiegati per sigillare i "giochi" delle scanalature, vincolare le lastre al telaio e inibire le infiltrazioni di aria, polveri, acqua piovana o di condensazione.
Siliconatura: Sigillatura molto diffusa ed efficace attuata con mastice a base di silicone che polimerizza entro poche ore dalla posa.
Smalto: Dal latino smàlctum (sec. IX°); affine al ted. mod. schmelzen 'fondere'. Francese mod. émail. Fondente composto di sabbia silicea, ossido di piombo, soda e potassa a cui vengono aggiunti ossidi metallici per colorire il fondente durante la fusione/rammollimento del composto. Può essere opaco o translucido. Sul vetro, può essere steso a pennello, a spruzzo o per colatura con pennello di vetro.

Smaltatura: Tecnica di smaltatura a caldo mediante l'uso di pigmenti depositati sulla lastra e fissati a temperatura di tempra sul vetro. Gli smalti hanno caratteristiche coprenti e trasparenti,  a differenza delle grisaglie si possiede una gamma di colori più vasta.
Smusso: Lo spigolo di una lastra può essere trattato con abrasivi sino a smussarlo a fini tecnici o estetici. Il piano inclinato ottenuto, che può essere lucidato, serve per l'attestatura di due lastre poste su piani verticali con apertura angolare da circa 45° a 180°.
Spigolo: Filo tagliente che si forma ai bordi della lastra in conseguenza dell'incisione e spezzatura del vetro.
Stampato: per vetro stampato si intende un vetro piano ottenuto per colata e successiva laminazione, nel corso della quale una o ambedue le facce del vetro sono state impresse con disegni o motivi ornamentali.
Stratificato: Per vetro stratificato si intende l'unione di due o più lastre di vetro ottenuta mediante l'interposizione di uno o più fogli di materiale plastico in apposito impianto, sotto l'azione combinata di calore e pressione. A secondo dello spessore si ha il vetro stratificato anti-infortunistico (mm 6/7, cioè composto da due lastre di mm3 con la pellicola interna); il vetro anti-sfondamento (da mm 8/9 fino a spessore maggiori).

Strutturale (facciata): Facciata continua nella quale soltanto i vetri risultano in vista, "incollati" alle retrostanti intelaiature (invisibili all'esterno).
Svergolatura: Il procedimento di tempra può portare a deformazioni delle lastre, normalmente contenute nei valori universalmente stabiliti come accettabili e compatibili con l'utilizzazione del prodotto. tali deformazioni, che interessano il piano corrispondente della superficie della lastra, sono dette di "svergolatura" quando, ad esempio, uno dei quattro angoli della lastra si discosta dal piano teorico in cui giace la lastra stessa o dal piano reale di riscontro sul quale si pone.
Saldare: Saldare a stagno: Congiungere, saldare con un saldatore, una lega di sn e pb, avente un punto di fusione più basso del piombo.
Silicio: Simbolo Si. E’ contenuto in composti naturali come la silice (SiO2) e i silicati. Fonde a 1410°C. Combinato in forni elettrici, a caldo col carbonio, si ottiene il carburo di silicio (carborundum), utilizzato come abrasivo.

Soda: Carbonato di sodio, Na2Co3. Si utilizza come fondente per abbassare la temperatura di fusione del vetro di sola silice, permettendo una migliore lavorazione.
Stagno: Simbolo Sn, minerale: cassiterite. Fonde a 231,9°C. Si utilizza in diverse percentuali, in lega con il piombo, per la saldatura della vetrata, appena terminato l'assemblaggio, il montaggio o la rilegatura delle lastre.
Stelaiare: Procedura di estrazione della vetrata a piombo (antello) dal proprio telaio, facendo particolare attenzione alla rimozione dello stucco e ai cavetti in rame fissati attorno ai tondini.
Stucco: Materiale molle, a base di olio di lino cotto + scagliola o bianco di Spagna: per le intercapedini dei piombi, a montaggio ultimato. Si utilizza pure stucco siliconico o bitumentoso. Quest'ultimo, è consigliabile per fissare i bordi dell'antello, a telai in ferro o acciaio.
T

Tecnica Tiffany: tecnica di lavorazione del vetro che prende il nome dal suo ideatore, l'americano Louis Comfort Tiffany. Ad ogni singolo pezzo di vetro colorato viene applicato un sottile nastro di rame e poi assemblati tra di loro con una saldatura al 60% di stagno e 40% di piombo. Tecnica utilizzata per realizzare lampade a calotta sferica e vetrate colorate.
Tempra: Processo termico mediante il quale si inducono particolari tensioni in una lastra di vetro, allo scopo di elevare le caratteristiche di resistenza alla flessione e allo shock termico. La lastra, già tagliata a misura, con gli spigoli lavorati almeno a filo greggio, con fori e tacche, viene sospesa mediante apposite pinze metalliche a un telaio per l'introduzione in formo elettrico (tempra verticale). nella tempra orizzontale la lastra è introdotta nel forno da un trasportatore a rulli su cui viene adagiata. Al raggiungimento di una certa temperatura prossima al rammollimento, quindi priva di alcuna tensione, la lastra è estratta dal forno e bruscamente raffreddata. Le tensioni indotte da questa azione, risultano di trazione all'interno e di compressione allo strato superficiale delle lastre. Da qui la maggiore resistenza alla flessione. La lastra temprata quando si rompe si riduce in minuti frammenti non taglienti; per questo motivo viene considerata di sicurezza contro il rischio di gravi ferite alle persone.
Traslucido: Dicesi di vetro che trasmette la luce ma non le immagini, pur lasciando intravedere i contorni degli oggetti o delle persone.
Telaio della vetrata: Può essere in ferro, acciaio, legno ecc. In taluni casi, il telaio della vetrata è la stessa porta o finestra.
Telaio portante: Nelle chiese, ad es., il fissaggio dei pannelli ai telai portanti in muratura, in linea di massima, segue il sistema francese. Dentro a dei riquadri a "T" vengono poste le vetrate. Fasce metalliche forate vengono fissate con viti alle filettature create alla base del gambo della "T" che dev'essere di qualche millimetro più lungo dello spessore dei telai della vetrata. Tra la cornice di ferro della vetrata e sotto la superfice delle fasce da avvitare, viene posto dello stucco.
Tondini: Possono essere elettrosaldati al telaio della vetrata. In genere sono in ferro o acciaio.
Trafilati in piombo: Vengono generalmente forniti ai vetratisti ad una lunghezza di ca. 2 metri a listello in casse di legno. Hanno una sezione ad H o a C (finali, cioè il perimetro della vetrata) a seconda dell’utilizzo. Possono essere all’interno lisci o righettati, e il lato a vista può essere piatto o ovale. I piombi vengono tagliati con un coltello d’acciaio ricurvo e ben affilato in modo che il taglio sia netto e preciso.
U
Unire: (Vedi anche: assemblare, legare, montaggio). Accostare in modo ordinato le singole lastre di vetro preparandole per il montaggio con il trafilato di piombo.
V
Vetro: lat. Vitrum, che gli etimologisti ritengono detto per VID-TRUM, traendolo dalla radice di VID-ere, vedere: ossia ciò che fa vedere, trasparente. Fusione di una miscela di diversi minerali. Base della composizione del vetro di Murano: sabbia silicea, soda e calce. Questo tipo di vetro a base sodica, è denominato anche "vetro lungo" per il tempo che intercorre dal momento in cui viene prelevato dal forno, fino al momento utile per la lavorazione.
Vetro Colorato: Si ottengono con aggiunte di sostanze coloranti al vetro fuso. E' possibile utilizzare vari tipi di coloranti, quali:
- Elementi come oro, argento e rame che si disperdono nel vetro. In questo caso, l'intensità della colorazione dipende dalla concentrazione e dalla grandezza delle particelle disperse.
- Ossidi metallici, che si sciolgono nel vetro, impartendo a questo il proprio colore.
- Composti colorati o incolori, sotto forma di particelle che, disperse nella massa del vetro, gli conferiscono una particolare colorazione.
Vetro di Protezione temprato di sicurezza: Vetro trasparente che ha subito un trattamento termico tale, da aumentarne la resistenza meccanica e termica. In caso di rottura, si frammenta in piccoli pezzi che, in caso di caduta nel vuoto, riduce notevolmente i danni a persone, animali o cose.
Vetro Laminato o stratificato di sicurezza: assemblaggio di almeno due lastre di vetro float normale o temprato con inserzione di materiale plastico (PVB). (vedi stratificato)
Vetro Soffiato a Bocca: Operazione di soffiatura a caldo del vetro. Nella preparazione delle lastre soffiate a bocca, il procedimento è simile a quello utilizzato per la soffiatura dei vasi. Alla fine di questo processo, si ottengono dei cilindri cavi che vengono aperti a caldo e posti in tempera per un abbassamento graduale della temperatura.
Vetro Policromo: Che raccoglie in sé diversi colori in un'unica lastra, con particolare attenzione ai vetri usati per ottenere i diversi colori, poiché debbono avere lo stesso coefficiente di dilatazione.